LA STORIA
Suonavo la chitarra elettrica in camera mia per delle giornate intere.
Il mio primo gruppo provava in un teatro parrocchiale, sopra un palco con le assi di legno, con il sipario chiuso. Facevamo le cover dei gruppi metal.
Ho cominciato a prendermi più o meno sul serio quando, nel 1991, sono entrato per la prima volta in uno studio di registrazione. Con gli “Uscita di Emergenza” registrammo su un 8 tracce analogico quello che ci sembrava il miglior demo-tape del mondo. Ed in effetti, a tutt’oggi, è una delle cose migliori di quel periodo. Quell’esperienza, rimane tuttora un ricordo indelebile nel mio cuore. Conobbi tutti i musicisti e gli addetti ai lavori di spicco, nella scena locale. Avevo diciassette anni.
Con vari cambi di formazione gli “Uscita di Emergenza” suonarono dappertutto, parteciparono a tutti i concorsi possibili, a tutti i Rock Targati Italia immaginabili. Produssero altri due demo-tape. Io smisi di cantare per dedicarmi solo alla chitarra ed alla scrittura delle canzoni. Entrammo in contatto con alcuni personaggi che allora ci apparivano di spicco.
Guardammo alcuni nostri colleghi farcela, con malcelata invidia, e ammirazione incondizionata.
Nel frattempo studiavo Sociologia.
Gli Uscita di Emergenza si sciolsero alla fine dei ‘90.
All’inizio del 2000 si formarono i Geisha. Che mi vedevano impegnato nuovamente, oltre che con la sei corde, anche nelle vesti di cantante (e come sempre autore). Registrammo nello studio migliore della città, con il fonico migliore della città. Ne uscì un CD splendido, che ci regalò consensi e stima. Cambiammo formazione, aggiungemmo una chitarra.
Comincia qui il mio contatto con l’autoproduzione, la registrazione e con alcune persone con cui collaboro. I Geisha registrano altri tre CD autoprodotti, suonano, si laureano, diventano padri. Sfiorano contratti discografici.
Mi trovo ogni tanto con Emanuele Lapiana in quella che era la sala prove dei c|o|d, ascolto quello che fa, discuto di suoni, testi e di note.
Registro, prodotto dai Lovecoma, un singolo da solista con il nome di Booldra nel giorno del mio trentesimo compleanno.
Fino al 2005.
Entro nei c|o|d per suonare dal vivo “preparativi per la fine”, uscito per Fosbury Records. Provo emozioni che non credevo di provare. Conosco persone splendide. Preparo concerti acustici.
Assisto e vivo la fine dei c|o|d, reagisco in malo modo.
Registro le chitarre arpeggiate per il cd del N|A|N|O “mondo|madre”, uscito per Fosbury Records.
Sciolgo, di mia spontanea volontà, i Geisha, poco dopo aver vinto con loro Rock Targato Italia ed aver partecipato all’ultima edizione di Arezzo Wave.
Nel frattempo vengo contattato dal produttore dei Cattivi Pensieri e di Davide de Marinis, che si innamora dei miei brani solisti. Perché ho sempre scritto canzoni durante gli ultimi anni. Mi propongono a tutte le major esistenti. Bisogna limare, tagliare, potabilizzare i brani. Non ne sono convinto. Non perché non voglia farlo, ma perché non riesco a capire se ne valga la pena. Mi sembra che l’obbiettivo di volere un contratto ed una produzione major non sia più così importante. Nella mia vita. Mi sembra che quell’obbiettivo scricchioli. Mentre tutto il resto vada a gonfie vele. Intuisco che, forse, non ha più senso firmare per una major. Ogni volta che poso gli occhi su un cantante pop, su una trasmissione televisiva, su un video di MTV, non mi riconosco più. Non mi vedo.
Congedo chi di dovere. E quello che avrei dovuto investire per dare il colpo di grazia ai signori dei dischi, lo investo in ore di studio con Mauro Andreolli.
Metto ordine nei 5 anni di canzoni mai finite che mi sono tenuto.
Egoismo.
Standard.